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La cremazione delle salme è uno dei più antichi riti funebri della storia dell'umanità, basti pensare che le prime testimonianze di questa
pratica risalgono al neolitico, trovando a distanza di tempo, larga applicazione nelle civiltà mediterranee, quali greche ed etrusche, cosi come nel mondo romano.
Facendo un salto nel tempo nella seconda metà dell'800 in Europa tale pratica fu introdotta con maggiore vigore trovando terreno fertile in Francia, ove movimenti
illuminista e anticlericali appoggiarono e favorirono tale pratica, sino ad approdare anche in Italia nel 1888 con la "legge Crispi" sancendo a tal fine la piena legittimità di questo rito.
Oggi la cremazione come scelta libera e razionale, ha una sua validità soprattutto ai fini sociali.
La cremazione salvaguarda la dignità del defunto, evitando l'impietoso disfacimento del corpo, la cui decomposizione altrimenti, altererebbe il delicato equilibrio ambientale
inquinando terreni, acque e aria.
Ma il contesto che rende la cremazione una "scelta sociale" è quello di offrire enormi vantaggi in termini logistici, limitando sensibilmente il reperimento, sempre più rarefatto,
delle aree cimiteriali, adibite alle comuni pratiche di sepoltura (tumulazione in loculo o inumazione in terra).
Opera Romana per la Cremazione 
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